Pubblicazioni d’altri

 

Non sempre le notizie relative a dette pubblicazioni sono complete ma riteniamo importante segnalarle delegando alle persone interessate le ricerche per potersele procurare.

Invitiamo i soci a segnalare pubblicazioni recenti e che ritengono importanti per diffonderle al resto degli iscritti.

 

Karl Pirko - L’armaiolo viennese – Der Wiener Waffenschmied

Roberto Vecchi

Ermanno Albertelli Editore – 2003

Formato 24 x 23 / Pagine 125 Numerose immagini a colori e in b/n, testo bilingue italiano/tedesco.

Una monografia che ha impegnato l’autore, collezionista e tiratore con armi avancarica, in una ricerca durata anni. Karl Pirko è stato un armaiolo viennese del XIX secolo. I suoi lavori, di alta qualità, sono noti soltanto a una stretta cerchia di esperti. Anche se pubblicato nel 2003, alcuni Soci hanno sollecitato l’Accademia a darne nuovamente notizia.

Warriors of the himalayas - Rediscovering the Arms and Armor of Tibet

Donald J. LaRocca et A.

The Metropolitan Museum of Art, New York Yale University Press, New Haven and London – 2006 Formato cm 25 x 28, pagine 308, circa 300 fotografie a colori, copertina in tela. Distribuito da Yale University Press, prezzo non comunicato – ISBN: 1-58839-180-9

Catalogo di una mostra, tenuta al Metropolitan Museum di New York, di armi e armature tibetane, sia di proprietà del Museo, sia provenienti da altre collezioni. Il Tibet viene spesso immaginato come terra di monaci e monasteri, ma ospitò regni molto combattivi; lo si pensa anche come Paese di montagne (che certo ci sono), ma i suoi guerrieri non di rado sono a cavallo. Gli armamenti di essi, però, sono rari nei musei e molto poco noti. Qui schede e belle fotografie presentano un panorama, che possiamo definire vasto (135 esemplari) data la rarità degli esemplari noti, degli armamenti di questo Paese ancora abbastanza misterioso, a partire dal XIII secolo (ma un elmo potrebbe essere dell’VIII o X secolo). Le armature sono molto diverse da quelle occidentali: la maglia di ferro, spesso importata, è presente e di solito le vengono sovrapposti quattro piccoli “specchi” discoidali e un’alta cintura composta di lamine verticali di ferro. Le difese più tipiche, però, sono di piccole lamelle metalliche unite da lacci di pelle; costruiti in questo modo si trovano anche elmi composti di trenta, quaranta e più laminette, accanto ad altri meno inconsueti composti di otto lame. I cavalli sono protetti con barde anch’esse di lamine di ferro, oppure di cuoio indurito e ferro. Le spade hanno lame diritte a un solo taglio e non paiono di forgiatura finissima. Si usano anche lance, con ferro molto semplice, l’arco composito asiatico con porta arco da cintura e turcasso per le frecce, piuttosto lunghe, e anche un archibugio a serpe con bipiede, non molto diverso da quello indiano. Di altissima qualità è spesso la decorazione del metallo di armi e selle: s’incontrano l’incisione a bulino, il traforo di varietà molto evoluta, con figure a superfici arrotondate con effetto di bassorilievo, e il koftgari in oro e argento. I temi sono un po’ monotoni: stretti viluppi di volute o di “nuvole” convenzionali inframmezzati da draghi e mascheroni, e talvolta arricchiti da gemme (turchesi, coralli, avorio).

Caino

Roberto Gotti Edizione Punto Marte – 2011 Formato 25 x 29 / Pagine 350 – 450 foto a colori – rilegato Lingua italiana

Questo volume tratta ogni aspetto della produzione di lame a Caino, nella valle bresciana del Garza, tra il ‘500 e il ‘600. Con il supporto di belle foto a colori ne descrive la storia, il lavoro in fucina, l’arte della spaderia, i maestri spadai, ecc. Presenta inoltre una grande quantità di punzoni e di tipologie di spade prodotte. Un capitolo è dedicato all’esame metallografico delle lame.

La spada da difesa e da duello

Silvio Longhi Edizioni Polistampa – 2011 Formato 18 x 25 / Pagine 190

L’evoluzione della spada dall’anno Mille ai primi del Novecento.

I prigionieri dei savoia

Alessandro Barbero Editori Laterza – 2012 Formato 14 x 21 / Pagine 370

Storia dei soldati dello sconfitto esercito borbonico dopo il 1860 basata su documenti ufficiali d’archivio e non su leggende metropolitane.

The knight and the blast furnace

A History of the Metallurgy of Armour in the Middle Ages & the Early Modern Period

Alan Williams

Ed. Brill (www.brill.nl) Leiden – Boston 2009 cm 21 x 28, pp. 924, migliaia di fotografie e micrografie in b/n, copertina cartonata prezzo non comunicato ISSN: 1385-7827

Questo è un libro per amatori tenaci e dotati di stomaco robusto. Contiene le analisi metallografiche compiute nel corso di quasi quarant’anni su centinaia di armature e parti di esse, corredate da schede e da fotografie e micrografie. Alan Williams è ben conosciuto proprio per queste sue indagini sugli acciai antichi. Tra le molte pubblicazioni in vari Paesi, fin dal 1986 e 1987 egli pubblicò un paio d’articoli anche su «Armi Antiche» intorno alla metallografia delle armature conservate rispettivamente al castello di Churburg e all’Armeria Reale di Torino. Questo grosso volume compendia gli studi di un lungo periodo e, come dice la presentazione di Claude Blair, il noto studioso ora scomparso, costituisce la base per ogni futura indagine. Da esso si trae un panorama dei modi di lavorare delle scuole di armorari dei diversi Paesi nel corso di oltre tre secoli, circa dalla metà del Trecento alla metà del Seicento, ossia per tutta l’età in cui l’armatura di piastre fu in uso. Le schede, ordinate per aree e per epoca di produzione, sono precedute da studi sulla produzione del metallo e sui trattamenti termici di esso, seguite da altri studi sulla produzione delle armature e, interessantissimi, sull’efficacia di armi da fuoco antiche di differenti caratteristiche sulle armi difensive, tenuto conto della qualità del metallo, della quantità di scoria presente, dell’angolo d’impatto e di vari altri parametri.

Repertorio storico degli archibugiari italiani dal XIV al XX secolo

  • Autore:  B. Barbiroli
  • Editore  CLUEB, Bologna,  2012      www.clueb.com;  promo@clueb.com
  • Volume cartonato di pag. 807
  • Formato cm 21 x 27
  • Prezzo 82,00  euro
  • ISBN  978-88-491-3693-7

Tra i cultori della storia delle armi da fuoco da tempo è avvertita la mancanza di un’opera che unifichi le conoscenze aggiornate sugli archibugiari italiani. Le opere più recenti sono infatti di Malatesta (1939), Gaibi (1978) e Heer (1978), mentre non sono sempre facilmente reperibili i numerosi studi pubblicati su argomenti specifici negli ultimi 34 anni. Il Repertorio storico degli Archibugiari italiani dal XIV al XX secolo colma l’esigenza riunendo, in ordine alfabetico, le biografie degli archibugiari pubblicate dai numerosi autori che hanno contribuito alla loro conoscenza approfondendo settori specifici. Nelle oltre 800 pagine sono riunite le notizie biografiche di 6027 archibugiari; la storia di 35 dinastie e famiglie; informazioni su 342 località, sedi di archibugiari; notizie su 23 centri di produzione. A beneficio del lettore neofita il Repertorio unifica anche le conoscenze sui distretti italiani produttori di armi da fuoco e quanto è noto sugli armaioli della Sardegna, sulla cronologia dei maestri da canne di Pistoia e sulla storia di numerose dinastie e famiglie. Per consentire una facile reperibilità dei nomi degli archibugiari che hanno operato in una sede d’interesse, il Repertorio riporta in ordine alfabetico anche le località che sono state sede di archibugiari con i nomi di questi.

L’autore Bruno Barbiroli, medico chirurgo, professore ordinario, prima all’Università di Modena, poi all’Università di Bologna, fin da giovane ha coltivato una grande passione per la storia delle armi da fuoco, dedicando molto del suo tempo libero alla raccolta di pubblicazioni specifiche e creando una biblioteca di diverse centinaia di volumi. Il Repertorio storico degli Archibugiari italiani dal XIV al XX secolo è il risultato di più di cinque anni di lavoro appassionato dedicato alla sistematica classificazione delle conoscenze sugli archibugiari italiani dall’inizio dell’Arte.

Le grandi opere in caverna della Frontiera Nord

I sistemi difensivi e le grandi opere fortificate in Lombardia tra l’Età Moderna e la Grande Guerra – 2

Autore: Antonio Trotti

Edizione Museo della Guerra Bianca in Adamello

disponibile per l’acquisto ON-LINE attraverso il sito del Museo della Guerra Bianca in Adamello www.museoguerrabianca.it – Prezzo € 20,00 (più spese di spedizione)

•          Antonio Trotti

•          Le grandi opere in caverna della Frontiera Nord

•          Collana: I sistemi difensivi e le grandi opere fortificate in Lombardia tra l’Età Moderna e la Grande Guerra – vol. 2

•          Anno 2011 (1a edizione)

•          Pagine 303 con moltissime immagini

•          Volume in brossura, cm 16,5 x 24

•          ISBN: 9788890452215

Uno strumento per conoscere e amare il nostro patrimonio storico-militare

Dopo la monografia di Walter Belotti: Le batterie corazzate, edito nel 2009, dedicato alle più imponenti opere militari (i grandi forti) realizzati a ridosso dell’esplosione della guerra europea 1915-1918, con questo nuovo volume il Museo della Guerra Bianca prosegue il viaggio alla scoperta delle eccellenze storico-militari presenti sul territorio della Lombardia.

Con il volume su Le grandi opere in caverna della Frontiera Nord il Museo, attraverso l’attento sguardo del suo conservatore, Antonio Trotti, ci guida alla straordinaria scoperta di opere altrettanto importanti dal punto di vista strategico ma assai differenti da quello materiale e, specialmente, del tutto fuori dall’esperienza comune: le grandi opere in caverna.

Queste opere erano di due tipi: le batterie in caverna – destinate, appunto, all’appostamento protetto di pezzi d’artiglieria –, e le gallerie di mina, predisposte per la distruzione di gallerie stradali e ferroviarie al fine di bloccare o perlomeno ritardare l’eventuale avanzata di un esercito invasore. Si tratta di strutture realizzate scavando con perizia e duro lavoro migliaia di metri cubi di roccia di diverso tipo e rivestendone le superfici laddove la montagna non offrisse stabilità sufficiente o le condizioni ambientali per svolgere l’attività prevista.

Ricco d’immagini fotografiche, mappe e disegni, oltre a illustrare i molteplici aspetti storici, tecnici e organizzativi concernenti la realizzazione del complesso sistema difensivo lungo la Frontiera Nord con la Svizzera – sistema conosciuto anche con l’erronea denominazione di “Linea Cadorna” –, il libro si rivela altresì una preziosa guida storico-escursionistica che accompagna il lettore lungo sette interessanti itinerari alla scoperta delle più importanti opere in caverna dislocate sul territorio lombardo.

L’autore: Antonio Trotti

Libero professionista specializzato in armi e beni storico-militari, si occupa di catalogazione, conservazione e restauro nell’ambito di diverse collezioni pubbliche e private italiane. Dal 1996 collabora con il Museo della Guerra Bianca in Adamello, del quale è conservatore e responsabile dei servizi educativi.

a.trotti@museoguerrabianca.it

Il Museo della Guerra Bianca

Dal 1972, il Museo della Guerra Bianca in Adamello si dedica alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio storico-militare diffuso in Lombardia. Nato inizialmente con l’intento di recuperare e preservare la memoria degli eventi della “Guerra Bianca”, ossia relativi al fronte d’alta montagna della Grande Guerra tra il Passo dello Stelvio e il Lago di Garda, da molti anni ormai il Museo ha esteso il proprio ambito operativo a tutta la Lombardia, occupandosi anche di oggetti di epoche più antiche.

www.museoguerrabianca.itinfo@museoguerrabianca.it

Carl von Clausewitz, <La campagna del 1796 in Italia>

traduzione italiana curata da G. Cerino Badone.

Per ulteriori dettagli cliccare QUI

Interessante libro in lingua tedesca sull’esercito di Federico il Grande

Per ulteriori dettagli cliccare QUI

État Général des Uniformes des Troupes de S. M. Le Roy de Sardaigne

Autore: A. M. Stagnon

Saggi a cura di Franca Porticelli, Patrizia Delpiano, Enrico Ricchiardi

Anno di pubblicazione: 2011

Formato: 2 volumi in cofanetto, 20 x 28

Pagine: 184+64 ill. a colori

Legatura: legatura olandese in carta pergamena e trancia oro

ISBN: 978-88-7320-279-0

Prezzo: € 60,00

Per i Soci dell’Accademia è stato concordato con l’editore (L’Artistica di Savigliano) uno sconto del 30% pari ad un prezzo finale di € 42 (spedizione inclusa). Per usufruire di questo sconto basta telefonare o inviare una e-mail all’editore qualificandosi come socio dell’Accademia.

 

Il volume contiene la riproduzione anastatica dell’opera État général des uniformes des troupes de S. M. le Roy de Sardaigne di Antonio Maria Stagnon, celebre incisore al servizio di Vittorio Amedeo III.

Nelle sue tavole rivive, grazie all’abilità e alla precisione di un incisore eccezionale, l’epopea di coloro che contribuirono a fare del Piemonte l’esempio da cui sarebbe scaturita la scintilla per fare dell’Italia una nazione.

L’opera originale qui riprodotta, conservata presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, si compone di 88 tavole a colori, di cui 84 raffiguranti le uniformi della fanteria dell’esercito del Re di Sardegna. I figurini militari, contornati a bulino e colorati a pennello, rappresentano tutte le divise della fanteria, sia quelle dei soldati che quelle dei graduati di ogni livello. Nel dettaglio, si possono individuare cinque gruppi di reparti rappresentati da Stagnon: gli ufficiali dello Stato Maggiore Generale, gli altri ufficiali, i sott’ufficiali, i soldati e i musicisti reggimentali.

La riproduzione anastatica dell’opera è accompagnata da un volume a commento, con i saggi di Franca Porticelli, Patrizia Delpiano ed Enrico Ricchiardi. I contributi accompagnano il lettore nell’inquadramento storico dell’opera, con approfondimenti inerenti alla vita di Antonio Maria Stagnon, al contesto politico di crisi dell’Antico Regime e alla dettagliata analisi uniformologica dei figurini rappresentati.

La difesa nascosta del Piemonte sabaudo. I sistemi fortificati alpini - (secoli XVI-XVIII)

Quaderno I. Settore di Exilles

A cura di: Eugenio Garoglio e Fabrizio Zannoni

Per informazioni:

Centro Studi e Ricerche storiche sull’Architettura Militare del Piemonte

Piazza Solferino 10 – 10121 Torino – Italia – telefax 011 4367273

www.architetturamilitarepiemonte.it

cesramp@gmail.com

Un'arma dei bifolchi e dei contadini sanseverinati

Da tempo è uscito un interessante volumetto del nostro vecchio Socio dott. Raoul Paciaroni su un’insolita arma popolare dell’area di San Severino Marche, in provincia di Macerata. Si tratta dello stimulare, che nella vita quotidiana della campagna non è altro che un pungolo da buoi lungo anche più di due metri, ma che con la robusta punta e con la ralla a forma di paletta per nettare il vomere all’altro estremo, ambedue di ferro, può trasformarsi in arma molto efficace. Armati di questo, infatti, i Sanseverinati si presero una sanguinosa rivincita sul “popolo e Commune” del confinante Tolentino, che li avevano assaliti proditoriamente, come attesta una cronaca locale del 1471. La documentazione dell’oggetto e dell’uso di esso come arma è tuttavia ancora precedente, mentre in seguito continuò ad essere usato fino a tempi molto recenti.

Raoul Paciaroni Sanseverino Marche Ed. Associazione Palio dei Castelli 2010 pp. 56 con 14 illustrazioni a colori prezzo non indicato www.paliodeicastelli.org info@paliodeicastelli.org

Le armi antiche. Bibliografia ragionata nel Servizio Bibliotecario Nazionale.

di Carlo De Vita, Marco Merlo, Luca Tosin Gangemi editore, Roma 2011, 206 pp. Presentazione di Osvaldo Avallone Con una breve guida all’uso di SBN di Lucia Gasperoni

È noto come le bibliografie costituiscano lo strumento basilare per gli appassionati, gli studiosi, i professionisti per l’approccio verso qualunque disciplina. Alcune discipline molto variegate, come l’oplologia, rendono un po’ più complesso il tentativo di strutturare unitariamente in un’opera bibliografica i suoi molteplici aspetti. Le armi antiche. Bibliografia ragionata nel Servizio Bibliotecario Nazionale, di Carlo de Vita, Marco Merlo e Luca Tosin, si propone l’intento di raccogliere e riordinare in una bibliografia unitaria gli studi più importanti e autorevoli che hanno come soggetto le armi antiche: studi generali e tipologici sulle armi, le fortificazioni, le armi bianche e le armi da fuoco, gli studi sulle fonti, le armerie, le aste, i cataloghi di mostre e le grandi collezioni, gli studi di interesse storico e di costume. Il lavoro trae le mosse da un’idea dello scomparso Carlo de Vita, studioso che ha dato un significativo e importante contributo alla disciplina oplologica, e che aveva iniziato la raccolta di una bibliografia per uso personale. Sotto il patrocinio dell’ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico), che aveva già patrocinato i due dizionari terminologici sulle armi antiche, Marco Merlo e Luca Tosin hanno proseguito il lavoro di De Vita, pensando a trasformarlo in uno strumento utile per tutti coloro, esperti e meno esperti, che volessero avvicinarsi allo studio delle armi antiche. In una bibliografia come questa, ad oggi unica nel suo genere, i contenuti sono importanti tanto quanto l’effettiva utilità per il lettore, sia esso uno studioso o un appassionato. Ben consapevoli di quanto sia sovente difficile rintracciare materialmente i testi di interesse per le armi antiche, gli autori hanno utilizzato un ulteriore parametro di selezione nella raccolta dei testi: la loro presenza in SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale). L’obiettivo della bibliografia non è dunque l’onnicomprensività, ma la selezione e inclusione nella Bibliografia dei testi effettivamente accessibili. In questo modo gli autori forniscono al lettore non un mero strumento bibliografico, ma la certezza di poter reperire il testo ricercandolo in SBN scoprendo, possibilmente, che si trova conservato nella biblioteca civica della propria città. Per agevolare ancor più l’approccio a una bibliografia così complessa, gli autori hanno meritoriamente inserito importanti note introduttive, una storiografica, una bibliografica e una piccola guida all’uso di SBN, che chiarisce al lettore come utilizzarlo per trovare i testi di proprio interesse. Ancora, gli autori hanno inserito delle brevi introduzioni anche al principio di ogni sezione tematica, accompagnando e orientando il lettore all’interno dei variegati contenuti. Il limite di ogni lavoro bibliografico, si sa, è il tempo. Ogni anno nuovi testi dovrebbero entrare a farne parte, ben oltre la data di termine e di pubblicazione. Consapevoli anche di questa necessità di continuo aggiornamento, grazie alla collaborazione della rivista Armi Antiche dell’Accademia di San Marciano di Torino che offrirà loro alcune pagine, gli autori potranno aggiornare i propri lettori con i nuovi testi che di anno in anno andranno ad arricchire la già ricca raccolta di questa, riuscitissima, Bibliografia ragionata.

Silvia Di Pasquale

Il nemico alle Porte, quando Vienna fermò l'avanzata ottomana

Andrew Wheatcroft – Laterza editori –  24 €

Guerra e medicina dall'antichità ad oggi

Giorgio Cosmacini – Laterza Editori –  20 €

La fatica del bello. Tecniche decorative dell’acciaio e del ferro su armi e armature in Europa tra Basso Medioevo ed Età Moderna

di Giorgio Dondi

ISBN-13: 978-1-4073-0859-3 ISBN-10: 1-4073-0859-9

BAR International Series 2282 Archaeopress, Oxford 2011 www.hadrianbooks.co.uk

un volume in brochure di cm 21 x 30 pp. 156 con numerose illustrazioni in nero prezzo £ st. 30.00

Dopo una premessa sulla produzione di armi e armature, lo studio parte dalla lucidatura, premessa ad ogni forma di decorazione, per esaminarne le tecniche: il cesello, il punzone, il traforo, il godrone, il bulino, l’acquaforte, l’agemina e la tausia, la doratura a fuoco, la verniciatura, le bronzature e azzurrature, lo smalto e il niello, e altre ancora, che si ritrovano su armi e altri oggetti di ferro e d’acciaio antichi. Di vari procedimenti fornisce ricette ricavate da fonti antiche, a partire dal XII secolo, che vengono anche discusse, mentre poco spazio è concesso agli aspetti storico-artistici e agli artefici, già discussi da molti studiosi.